Biografia

Sono nato in casa a Gadana,  frazione di Urbino, la mattina della  vigilia del Natale del 1957.  Mi è stato detto che era freddissimo.

 Qui tra operai, contadini e pochi artigiani ho iniziato l’attività politica iscrivendomi a 14 anni alla Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani e diventando segretario di sezione del PCI appena due anni dopo. Era il XIV Congresso, quello del Compromesso Storico e dell’affermazione definitiva della stagione di Enrico Berlinguer. Ho avuto più di un maestro perché sono cresciuto fra serietà, rigore, impegno, generosità, idealità; ma uno lo voglio citare: il prof. Luigi Marchegiani che ci riuniva, a noi giovani studenti, il giovedì pomeriggio a parlare di politica. Ed era con l’impegno e lo studio che imparavamo a fronteggiare la sinistra extraparlamentare o Comunione e Liberazione dentro le scuole superiori. Non era meno difficile del fronteggiare oggi il qualunquismo e l’antipolitica, lo posso garantire!

 Vengo eletto consigliere comunale di Urbino nelle liste del Partito Comunista Italiano nel 1980 con due compagni di banco un po’ particolari: lo scrittore Paolo Volponi e al filosofo Pasquale Salvucci.

Era il settembre del 1978, stavo facendo il cameriere per guadagnare qualche lira, che mi arriva la richiesta di un colloquio del segretario provinciale del PCI  Lamberto Martellotti. Così dal 1 gennaio 1979 divento funzionario di partito facendo quella che si chiamava allora “una scelta di vita”. E vivo così con pienezza d’impegno – nel partito a livello provinciale e poi regionale – le fasi che portarono il PCI alla svolta della “Bolognina”, al Partito Democratico della Sinistra, e successivamente ai Democratici di Sinistra.

Ho un bel ricordo della stagione 1985/1990 quando mi misurai con la direzione del partito di una città vivace e bella come Pesaro. E quando dentro ad una vicenda rocambolesca ne divento Sindaco nel 1992 comincia la mia vera “università”, l’unica che ho finito con 12 anni di lavoro senza andare mai “fuori corso”.

 Dal 2000 al 2010 sono stato presidente nazionale della Lega delle Autonomie Locali, associazione nata nel 1916 che ebbe tra i suoi fondatori Giacomo Matteotti .Un ruolo che mi ha consentito di girare letteralmente l’Italia e dove ho respirato la profondità della cultura della sinistra riformista e di governo italiana, che per una sorta di maleficio è stata tanto vincente a livello locale quanto negletta a livello centrale. Credo che sia per questo che negli anni recenti io mi sia buttato totalmente nel sostegno al tentativo di Pierluigi Bersani di cambiare questo senso della storia. Ma la storia per ora sembra non volerne sapere.

Divento deputato nel 2006 con l’Ulivo, e coerentemente con le mie competenze scelgo di lavorare nella commissione Affari costituzionali, che tratta di riforme istituzionali e di pubblica amministrazione. La pubblica amministrazione è  per me un vero pallino tanto che me ne sono occupato anche da responsabile nazionale dei DS con Piero Fassino, e del PD con Bersani. Oggi, senza essere parlamentare dal 15 marzo 2013, e  senza ruoli formali nel partito, continuo ad appassionarmi all’idea che un servizio pubblico non è un luogo di fannulloni, ma uno strumento a disposizione dei diritti della gente e della giustizia sociale.

Il 2017 è un anno molto importante per me . Il 31 marzo ho lasciato il PD, nel senso che non è più il partito cui sono iscritto non condividendone ormai pressochè in nulla la linea politica.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  E sempre nel 2017  ho assunto nuovi incarichi,  in Italiadecide  associazione prestigiosa presieduta da Luciano Violante dove svolgo la funzione di direttore esecutivo e  in Legautonomie ( a conferma di un legame che non si è mai interrotto con il modo degli enti locali)  per lo sviluppo di un progetto su Migranti, richiedenti Asilo, Cooperazione. Entrambi questi incarichi e il mio lavoro a Roma non allentano il mio amore per  la mia terra marchigiana e per la mia città, Pesaro dove come Presidente della prestigiosa Fondazione Rossini faccio il mio gratificante volontariato culturale.